Mondo Tech: cosa ci ha lasciato davvero il 2025
Il 2025 è stato un anno ricco dal punto di vista della tecnologia, non tanto per la quantità di prodotti usciti quanto per la quantità di narrazione che li ha accompagnati. L’intelligenza artificiale è stata la grande protagonista dell’anno, spesso presente più come parola chiave che come esperienza concreta. Molti dispositivi sono stati presentati come “nuovi” quando, nell’uso quotidiano, cambiavano poco. Eppure, sotto questa superficie ridondante, alcune direzioni si sono chiarite con una certa precisione.
Apple ha continuato a lavorare sull’idea di ecosistema come valore principale, spostando sempre più funzioni direttamente sui dispositivi e riducendo la dipendenza dal cloud. Samsung ha iniziato a trattare l’AI non come una funzione da attivare, ma come un livello trasversale del sistema. I produttori di PC hanno finalmente iniziato a parlare di autonomia reale, silenziosità e comfort, dopo anni di inseguimento delle prestazioni pure. E alcuni oggetti che fino a poco prima sembravano marginali o sperimentali hanno iniziato a circolare davvero, senza più l’aura del prototipo.
Il 2026 nasce da questo scenario: non come un anno di rottura, ma come una fase di assestamento nella tecnologia dopo la grande rivoluzione dell’AI.
Apple nel 2026: iPhone 17, 17e e una gamma più leggibile
Nel 2026 Apple sembra interessata soprattutto a rendere più comprensibile la propria offerta. L’iPhone 17e va letto in questa chiave. Non è un tentativo di abbassare l’asticella, ma di ridefinire il centro della gamma. È un iPhone pensato per essere comprato da chi vuole un dispositivo affidabile, longevo, senza la sensazione di pagare per caratteristiche che userà poco o nulla.
Il 17e mantiene prestazioni elevate, una fotocamera solida e l’integrazione completa con iOS, ma rinuncia a parte del linguaggio dei modelli Pro, evitando alcune estremizzazioni. È un telefono che non richiede una conoscenza profonda della tecnologia: funziona, e basta.
I modelli iPhone 17 standard continueranno invece il percorso delle ultime generazioni, con miglioramenti incrementali che diventano evidenti solo nell’uso prolungato. La fotografia computazionale continuerà a essere raffinata per le situazioni reali, non solo per le demo. L’intelligenza artificiale verrà sempre più eseguita localmente, con benefici in termini di privacy e reattività. La gestione energetica resterà centrale, perché è lì che si gioca la differenza tra un dispositivo potente e uno davvero usabile.
Anche su MacBook e iPad la direzione è coerente: non si parla di rivoluzioni, ma di una progressiva riduzione delle frizioni tra tecnologia e utilizzatore. I dispositivi diventano più sottili, più efficienti, più prevedibili. Il confine tra tablet e computer resta, ma è sempre meno rigido, soprattutto per chi lavora o crea contenuti su più schermi. Su Apple Store è possibile vedere già i nuovi modelli e avere un’idea di ciò che verrà nel corso dell’anno.
Samsung e Android: integrazione prima delle funzioni
Passando al lato Android, sembra che Samsung nel 2026 continuerà a muoversi con un’impostazione diversa. La serie Galaxy S26 concentrerà la propria tecnologia su fotocamere ancora più raffinate, soprattutto nella resa video, e su display che restano un riferimento per qualità visiva. Ma il lavoro più interessante sarà quello meno visibile: l’intelligenza artificiale su Android smetterà di presentarsi come un insieme di funzioni separate.
Non ci sarà bisogno di “attivarla” o di imparare nuovi flussi – servirà a organizzare contenuti, suggerire azioni, migliorare immagini e ridurre passaggi inutili. In molti casi l’utente non se ne accorgerà nemmeno, se non per una sensazione generale di “maggiore fluidità”.
Anche i dispositivi pieghevoli (tecnologia, questa, molto di moda nell’ultimo periodo) continueranno a evolversi, ma senza cercare l’effetto sorpresa. Nel 2026 saranno più sottili, più robusti e meno appariscenti. Non diventeranno improvvisamente mainstream, ma smetteranno di sembrare prototipi (e sembra che anche Apple abbia intenzione di creare un iPhone fold nel futuro prossimo, come si può leggere in questo articolo).
PC e portatili: il ritorno dell’esperienza d’uso
In maniera forse inaspettata, il cambiamento più concreto nella tecnologia del 2026 potrebbe arrivare proprio dal mondo dei computer portatili. Produttori come Acer stanno lavorando su un equilibrio diverso, che mette in secondo piano la corsa ai numeri e riporta al centro l’esperienza.
I portatili del 2026 saranno pensati per essere usati a lungo, senza far rumore e senza dipendere costantemente dalla presa di corrente. L’autonomia diventa una caratteristica reale e il design si semplifica, in modo che il computer non debba più imporsi visivamente, ma accompagnare il lavoro e il tempo libero.
L’idea è di non avere in casa “macchine pensate per impressionare in una scheda tecnica” con una tecnologia iper-complessa, ma strumenti che funzionano meglio nel quotidiano.
Ray-Ban smart glasses: una categoria che prende forma
Gli occhiali smart Ray-Ban sono uno dei casi più interessanti degli ultimi anni – altro esempio di tecnologia che si è diffusa sempre più rapidamente – proprio perché non cercano di sembrare straordinari: non promettono di sostituire lo smartphone e non ostentano interfacce futuristiche. Sono occhiali normali che integrano alcune funzioni utili, senza chiedere all’utente di cambiare comportamento ma semplificando la sua quotidianità.
Nel 2026 questa categoria continuerà a crescere in modo graduale. Migliorerà l’autonomia, l’interazione vocale sarà più naturale, l’intelligenza artificiale più contestuale. Gli smart glasses verranno usati per scattare foto al volo, ascoltare audio senza isolarsi, ricevere informazioni rapide mentre si è in movimento.
Il loro valore non sta nelle singole funzioni, ma nel fatto che riducono la necessità di guardare uno schermo. E questo, nel panorama tecnologico attuale, è un elemento tutt’altro che secondario.
Il nostro consiglio, se si vuole acquistare queste tipologie di prodotti, è di farlo con una Gift Card RayBan di Bestshopping e approfittare così del cashback istantaneo.
Intelligenza artificiale: da tema a infrastruttura
Sembra abbastanza evidente che anche quest’anno l’intelligenza artificiale sarà al centro della gran parte della tecnologia e della sua evoluzione, smetterà definitivamente di essere un argomento e diventerà una condizione di base.
Non verrà più presentata come qualcosa da “usare”, ma come qualcosa che semplicemente c’è: migliorerà foto e video, ottimizzerà i consumi, organizzerà i contenuti, suggerirà azioni contestuali.
La differenza rispetto agli anni precedenti è che molto probabilmente l’AI smetterà di chiedere attenzione come ha fatto finora: ci saranno sempre meno prompt da scrivere o funzioni da cercare.
L’effetto sarà più sottile: dispositivi che reagiscono meglio, che sbagliano meno, che richiedono meno interventi manuali. È un cambiamento meno spettacolare, ma più profondo. E riguarda trasversalmente smartphone, computer, wearable e accessori.
Un piccolo consiglio: visto che quasi ogni tecnologia contemporanea è legata a internet e in qualche modo ne fa uso, ha senso pensare di proteggersi con una VPN: in questo articolo forniamo una panoramica dei migliori fornitori e diamo dei consigli in merito.
Cosa ha senso comprare e cosa no a inizio 2026
Quello che sembra evidente è che il 2026 non renderà improvvisamente superati i dispositivi usciti nel 2025. Molti smartphone, laptop e wearable recenti resteranno validissimi, soprattutto nella fascia medio-alta. In diversi casi avranno anzi più senso loro, a prezzi ormai assestati, che le prime versioni di prodotti nuovi con una tecnologia certo più aggiornata ma anche non così evoluta (con la buona notizia che riguarda il mercato dell’usato, che manterrà probabilmente la sua crescita vista negli ultimi anni).
La differenza la farà il modo di scegliere: confrontare modelli, aspettare il momento giusto, affidarsi a rivenditori strutturati e affidabili e usare strumenti come il cashback di Bestshopping permetterà di acquistare tecnologia senza trasformare ogni novità in un automatismo (e risparmiando sui propri acquisti!).
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